Tu vai in vacanza per rilassarti e i tuoi capelli… si stressano!

Scritto da Trilabit on . Postato in Lo sai che, News, Tricologia

In vacanza è fondamentale dedicare ai capelli le stesse cure che si riservano alla pelle! Soprattutto in estate, quando sole, salsedine e cloro ne intaccano la struttura causando secchezza, aridità, variazioni di colore e perdita di lucentezza.
Oltretutto, mentre la pelle ha la capacità di autoripararsi, la fibra capillare non ce l’ha: l’alterazione provocata dall’esposizione al sole è irreversibile per il capello che in estate ha quindi bisogno di protezione e riparazione.

È possibile, prestando la giusta attenzione, contenere l’aggressione estiva che secondo gli specialisti presenta il conto in autunno, non solo con aridità e perdita di lucentezza, ma anche con una caduta più abbondante di quella fisiologica.

Infatti il danno solare si manifesta sia a livello del fusto dei capelli (con conseguenze fondamentalmente estetiche), sia a livello del bulbo pilifero, potendo determinare un importante telogen effluvium, ovvero una forma imponente di caduta del capello maturo che si presenta dopo un periodo di esposizione prolungato al sole (almeno 10-15 giorni, area del Mediterraneo meridionale) senza protezione. La caduta dei capelli è massiva, con un’incidenza del 67% di media di bulbi in telogen, sia in soggetti giovani che adulti, maschi e femmine.

Il danno indotto dalle radiazioni solari sul fusto provoca drammatiche modificazioni delle proprietà fisiche del capello, con riduzione della resistenza alla tensione, facilità alla rottura, minor efficacia dei trattamenti cosmetici (dalla messa in piega alla tintura), aumento dei danni dei trattamenti chimici, e imbibizione di acqua. L’aspetto macroscopico è di capelli secchi, fragili e opachi.
Spesso è possibile vedere dei piccolissimi punti bianchi lungo il fusto, corrispondenti a piccole zone di frattura.

In particolare, la fibra può subire quattro tipologie di danno fisico:

• l’alterazione delle proteine della cuticola, che porta a un aumento della porosità e alla perdita di luminosità lasciando i capelli ruvidi, sfibrati e opachi, con doppie punte;
• la degradazione dei pigmenti, dovuta a un eccesso di radicali liberi prodotti dal sole che la melanina fatica a gestire, con conseguente schiaritura e sbiadimento del colore, naturale e artificiale;
• la perdita d’acqua dovuta proprio all’esposizione che disidrata la fibra lasciandola secca e fragile;
• l’ossidazione dei lipidi con perdita di flessibilità e indebolimento dello stelo.

Che fare per proteggersi? Occorre osservare, in pratica, le stesse regole che siamo ormai abituati a seguire per la pelle, cominciando con l’utilizzare un protettivo specifico, un olio o un latte, da applicare in modo uniforme prima di uscire. Durante l’esposizione è opportuno indossare un cappello o un foulard, meglio se in cotone o paglia per favorire la traspirazione.
Ricordarsi di riapplicare il solare ogni tre ore e di sciacquare i capelli con acqua dolce dopo il bagno.
Queste precauzioni risultano fondamentali non solo per prevenire un danno estetico, ma anche e soprattutto per preservare la salute della cute e degli annessi.

Infatti, mentre il messaggio “il sole fa male alla pelle” è ormai molto diffuso e ogni medico è in grado di consigliare ai pazienti alcune misure cautelative da adottare per evitare i danni acuti e cronici degli UV, diverso è il discorso per quanto riguarda la protezione del cuoio capelluto. Questo viene ancora vissuto come un’area periferica, nonostante le neoplasie di questa zona siano significativamente più frequenti nei soggetti con diradamento dei capelli che spesso “dimenticano” quanto essa sia più esposta anche in modo non intenzionale.

Quindi in vacanza sì, ma con i prodotti giusti!

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